27 novembre 2011

Vangelo del giorno

#vangelodelgiorno #ritoambrosiano

Lettura del #Vangelo secondo #Giovanni 5: 33-39

In quel tempo il Signore Gesù disse:
«Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla Verità.
Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati.
Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto
rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni:
le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo,
testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato,
ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la Sua Voce né avete
mai visto il Suo Volto, e la sua Parola non rimane in voi; infatti non credete a colui
che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio
esse che danno testimonianza di me».

Fonte: http://alturl.com/e6tc3
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Ormai Domenica è diventata la mia "religious day".
Quindi, cercherò di propinare al mondo la mia "omelia del giorno",
la mia analisi personale della Parola...

Beh, oggi il Vangelo ci ricorda l'eterna diatriba che potremmo denominare
San Tommaso.
Già:
chi sei Tu? Chi ti ha mandato? Come facciamo a sapere che sei davvero
il Messia che stiamo aspettando?
E oggi potremmo aggiungere:
Dove sei? Perché non ti possiamo vedere? Perché non sei tra noi?

Qualunque Cristiano Cattolico nell'arco della sua vita si è posto queste
e tante altre domande alle quali nessuno può trovare una risposta se non
nella Parola, appunto.
Siamo tutti figli di Dio, e Gesù e nostro fratello, e tutti gli abitanti del pianeta
sono fratelli. Gesù è sempre con noi, con tutti noi.
Non possiamo dubitarne neanche un attimo, nemmeno nella sofferenza
e nella malattia, nella solitudine e nella povertà. In nessun caso.
Gv 1: 26-27
Giovanni rispose loro:
"Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,
colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare
il laccio del sandalo".
Bisogna credere a Giovanni, perché lui c'era, lo battezzò, e lo presentò
alle genti.
Se perdiamo questa certezza, LA CERTEZZA, non ci possiamo salvare.
Fidiamoci e affidiamoci a Lui, apprendiamo i Suoi insegnamenti,
e mettiamoli in pratica.
Soltanto così saremo felici.

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