08 dicembre 2011

#Aforismi #OscarWilde

Alcuni aforismi tratti dal libro:
Oscar Wilde - Aforismi - http://itun.es/iLk3gB (#ebook - #epub version)

È sempre sciocco dar consigli: ma dare buoni consigli è fatale.

Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese.

In un secolo brutto e insensato, le arti cercano i modelli non nella vita,
ma in opere precedenti, alle quali fu dato valore.

I politicanti sono il mio solo piacere.
Voi vedete che attualmente non è di moda il flirt per chi ha quarant'anni,
e non è grazioso essere romantico anche a quarantacinque;
ora noi povere donne che siamo vicine ai trenta, o giù di lì,
non abbiamo dinanzi a noi altro che la politica o la filantropia.
E la filantropia mi sembra essere diventata il rifugio della gente
che abbia voglia di annoiare i propri simili.
Io preferisco i politicanti. Essi sono più... convenienti.

È un peccato che noi teniamo conto delle lezioni della vita
soltanto quando non ci servono più a niente.

Il mistero dell’amore è più grande che il mistero della morte.

In questo mondo ci sono soltanto due tragedie.
Una è il non avere ciò che uno desidera, e l’altra è ottenerlo.
Quest’ultima è la peggiore, quest’ultima è la vera tragedia.

La disobbedienza, per chiunque conosca la storia,
è la virtù originale dell’uomo.
Con la disobbedienza il progresso è stato realizzato;
con la disobbedienza e con la rivolta.

Dico sempre ciò che non dovrei dire,
anzi sono solito dire ciò che penso veramente.
Questo è un grande errore del nostro tempo:
rende tanto frequenti i malintesi.

Esperienza è il nome che tutti danno ai propri errori.

Si parla tanto del bello che è nella certezza;
sembra che si ignori la bellezza più sottile che è nel dubbio.
Credere è molto monotono, il dubbio è profondamente appassionante.
Stare all’erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte.

Ogni effetto bello che produciamo ci crea un nemico;
per essere popolare occorre essere una mediocrità.

È una triste verità, ma noi abbiamo perduto la facoltà di dare dolci nomi alle cose.
I nomi sono tutto. Io non mi dolgo mai delle cose, mi dolgo delle parole.
Questa è la ragione che mi fa odiare il volgare naturalismo nella letteratura.
L’uomo che chiama vanga una vanga dovrebbe essere chiamato ad adoperarne una.
È la sola cosa per la quale sia abile.

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