Stava assorta nei suoi pensieri.
Era lì, seduta al tavolino del bar Mazzini, fissava la prima pagina del corriere,
ma si capiva che non stava leggendo.
Beveva il suo cappuccino e mangiava un krapfen alla crema.
Una spolverata di zucchero a velo si adagiava leggiadra sulle sue meravigliose
treccine rosse, e la schiuma del cappuccio baciava le sue labbra carnose.
La gonna corta e le gambe accavallate mettevano in risalto calze
color arcobaleno e stivali alla moda, in perfetto stile Pippi calzelunghe.
Ma fu il suo sguardo smarrito a penetrarmi dritto al cuore trafiggendolo mortalmente.
Avrei voluto essere invisibile e fermare quel secondo con un fermimmagine,
per poterlo riguardare e riguardare come si fa con le scene più belle dei film in dvd.
Invece non potei.
Fu soltanto quell'attimo, e non si ripetette altrimenti.
Ora, mi è rimasta soltanto la memoria fotografica di quell'istante,
dolcemente accompagnata dal suo sorriso.
Incrociarla per le vie del centro è quanto di più bello possa accadere
nelle mie giornate tristi e sole.
Ammirare il suo sorriso e adorare il suo "ciao" non ha prezzo.
Ma balza sempre quel fermo immagine, quel capolavoro di ritratto,
che persino la mia Canon avrebbe voluto cogliere.
Non esiste tramonto, non un paesaggio esemplare, né la Gioconda,
che non proverebbe invidia per quel capolavoro di ritratto.
Il ritratto di una donna, una ragazza semplice, troppo semplice...
forse un po' triste, ma senza darlo a vedere mai, in nessun caso,
bensì solare, ad ogni costo...
il suo sguardo penetrante, ammaliante, fino ad avvolgerti, in men che non si dica,
nella sua ragnatela, nel suo mondo, nella sua anima, fino a rimanerne impietrito...
ahhh...
cosa darei per sbirciare il suo inconscio, la sua anima in cambio della vita...
cosa darei per esser farfalla o coccinella, e trovar pace sulla sua spalla,
e captare ogni suo pensiero, ascoltare ogni sua parola con tutta l'attenzione
che il mio intelletto mi consente...
cosa darei per farla ridere quando è triste, farla piangere di gioia...
consolarla e trovare tutte le risposte di cui ha bisogno...
sì, cosa darei per provare quella sensazione sublime dell'unione dei corpi,
e non parlo di sesso, ma soltanto dalla magnifica esperienza che soltanto
i sensi di cui siamo dotati può farci provare:
sentire il suo odore, accarezzare il suo viso, le mani, sfiorare le sue labbra...
ma anche soltanto poterla guardare senza che lei se ne accorga, mentre è se stessa
e con se stessa nei momenti più disparati delle sue giornate:
mentre lavora, quando scherza con la sua collega, mentre sta al computer
a giocare a cityville o a prenotare un viaggio, mentre è lì seduta senza far nulla,
o mentre sta abbracciata alla sua bimba... la sua vita.
Cosa darei per far parte di tutto questo soltanto per un millesimo di secondo,
l'unico attimo di completezza di tutta la mia vita, l'unica cosa per cui darei la vita,
l'unico modo per trovare la felicità, quella vera.
LO scopo unico della nostra permanenza su questo pianeta:
AMARE, AMARE, AMARE!
Ecco, di nuovo il solito déjà vu, quello scatto mi accompagnerà per il resto
dei miei giorni, e mi restituirà il senso dell'amarezza di non poter
avere tutto questo... non da lei.
Ti amerò per sempre, anche se tu non mi amerai mai.
Il solo ricordo del tuo sorriso accompagnerà le notti insonne.
Quella tua posa al bar, resterà la più bella immagine di sempre,
e anche se non avrò la fortuna di vedere un'immagine altrettanto sublime,
beh, io potrò ritenermi soddisfatto.
Sì, semplicemente perché ti ho conosciuta, ti ho vista, ho parlato con te,
anche soltanto per poco.
Non avrò altra meta all'infuori di te... il resto sarà soltanto un compromesso.
Adieu!
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